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Mini-film · 2026

Aral

Un vecchio pescatore porta i nipoti al cimitero delle navi, dove una volta c'era il mare. Un film costruito da sola, un pannello alla volta.

Realizzato per l'Astana AI Film Festival 2026 · sezione Tematica

Un rito lungo sessant'anni, un mare scomparso e il giorno in cui torna.

3:39
Durata
30
Pannelli di storyboard
5
Personaggi
5
Lingue di sottotitoli
0
Troupe sul set
1
Regista
Il film
Il concept

Un mare che
torna a casa

Il mare d'Aral era il quarto lago più grande della Terra. Oggi l'acqua è a circa 150 chilometri dalle sue navi, ferme nella sabbia dove una volta c'era il mare. Il luogo esiste davvero: è il cimitero delle navi di Moynaq.

Ogni anno, il giorno del compleanno di suo padre, un vecchio pescatore torna tra quelle navi. Quest'anno porta i nipoti. Quando era bambino e il mare stava morendo, suo padre, che lavorava in un conservificio, trovò una conchiglia in una cassa di pesce congelato e gliela diede: tienila, così puoi ancora sentire il mare.

Suo padre non credeva che il mare sarebbe mai tornato. Lui sì. Il film è una storia di lutto, di fede e di attesa.

“The sea does not die.
It moves.”

Fermi immagine

Dal film · 2026
Regia
La conchiglia

Una sola conchiglia attraversa tre generazioni. Il padre la passa al figlio; molti anni dopo il figlio, ormai vecchio, la passa alla nipote. Stessa inquadratura, stessa posizione dei corpi, a una vita di distanza: la catena si vede, non si spiega.

La voce

Il vecchio racconta in prima persona, senza spiegare. La sua voce è generata e lavorata a parte rispetto all'immagine.

Il mare non lo vediamo subito: lo sentiamo. Prima le voci dei bambini, mentre lui è sottocoperta. Poi il suo viso, incredulo di fronte al mare.

La pipeline

Prima il pannello, poi il prompt.

01 Higgsfield Personaggi, luoghi e video
02 ElevenLabs Voce e musica
03 CapCut Montaggio e titoli

Ho scritto la storia e l'ho chiusa prima di generare: trenta pannelli numerati, ciascuno con il suo prompt, le sue immagini di riferimento e un ordine di lavoro. Prima i pannelli più importanti e meno rischiosi, come il mare e la luce dorata, che dicono se il mondo del film regge; per ultimo il primo piano più difficile. Se in produzione serviva una scena nuova, si aggiungeva un pannello: la storia non si riscriveva. Le foto di Moynaq con licenza libera sono servite solo come riferimento, e nessuna finisce nel film. Voce e musica sono generate. Niente troupe, niente riprese, niente budget da major.

Un pannello
Il pannello P03 del film: le immagini di riferimento allegate (il deserto, il vecchio e i due nipoti) e l'inizio del prompt in inglese
Pannello P03, «Le tre figure»: le reference allegate e l'inizio del prompt · Apri a grandezza intera

Le cose del mare
tornano al mare.

Il film si chiude su tre schede nere: il mare d'Aral era il quarto lago più grande della Terra; oggi l'acqua è a 150 chilometri dalle navi; e le navi stanno ancora aspettando.

“They are still waiting for the ones who kept the sea inside.”

Il progetto

ARAL è nato per la sezione Tematica dell'Astana AI Film Festival 2026, il cui tema era The Future Worth Living In, il futuro che vale la pena vivere.

Il film è in inglese. La pagina, in ogni lingua, mostra la versione con i sottotitoli in quella lingua.

Credits
Scritto e diretto da
Erika Taranto
Progettazione visiva e generazione AI
Erika Taranto
Montaggio e sound design
Erika Taranto
Voce e musica
Generate con AI
Luogo
Mare d'Aral
Anno
2026
Durata
3 min 39 s

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