Cinque brand che non esistono. Cinque mondi che sembrano veri.
Vendere l'estate, non la crema
Nessuno compra una protezione solare per i filtri UV: la compra per l'estate che promette. Lo spot vende esattamente quella sensazione: il mare, le Hawaii, il profumo di monoi. E lascia che il prodotto sia solo il suo veicolo.
L'idea è nata da un fatto vero: il monoi si fa ancora come secoli fa, fiori di tiaré lasciati macerare nell'olio di cocco secondo la tradizione polinesiana. Un prodotto che è già una vacanza in bottiglia.
Il packaging chiude il racconto: sul flacone un ombrellone tiki di paglia, da spiaggia vera.
The sea called.
Your skin answered.
Monoi glow, full protection.
BEAUTYBRAND. Meet your summer in a bottle.
Una nuvola da mordere
PUFFY è un brand di marshmallow con un'anima kawaii: sul pack sorridono piccoli personaggi marshmallow e la promessa è tutta nello slogan: "Soft Little Happy Bites".
L'idea è nata da un incrocio: il marshmallow è lo snack più kawaii che esista, e il K-pop è la cultura che ha reso globale quell'estetica. Così lo spot è diventato un video UGC, tutto giocato sul personaggio: un modello in stile K-pop idol assaggia un marshmallow, sorride e butta lì la battuta: "Jinjja? It's like biting a tiny cloud." Jinjja è il "davvero?!" coreano: un gancio minuscolo e preciso per chi vive di K-content.
Nessuna promessa, nessun superlativo: un personaggio tenero, un prodotto tenero e una reazione spontanea.
Jinjja? It's like biting a tiny cloud.
L'anti-fast-food
Il posizionamento è dichiaratamente anti-fast-food: non velocità, ma filiera corta. Verdure raccolte la mattina, carne da allevatori locali, non da allevamenti intensivi. Gustoso per davvero, non "un'insalata senza gusto".
L'idea è nata dalla frase, prima ancora che dalle immagini: "Not fast. Just fresh." Due parole che rovesciano il fast food senza nominarlo. Da lì la scena si è scritta da sola: se il messaggio è la freschezza, il panino si apre a strati sospesi, mostra gli ingredienti freschi uno per uno e poi si richiude.
Sotto il panino la seconda riga: "Picked this morning. Raised next door." Due righe e il posizionamento è detto tutto.
Not fast. Just fresh.
Picked this morning. Raised next door.
Il fit check è lo spot
Un completo da fashion influencer (blazer gessato oversize, minigonna coordinata, loafers e mini bag) presentato come lo presenterebbe una creator, non uno spot.
L'idea è nata da un'osservazione: le UGC ads vendono più degli spot tradizionali proprio perché non sembrano pubblicità. Allora qui lo spot diventa il contenuto: un fit check girato selfie-style in camera da letto, con lo slang di chi quel mondo lo abita davvero.
Lo slang Gen Z non è decorazione: è la lingua di quel mondo. Se il pubblico parla così, la pubblicità che funziona parla così.
Okay but... this outfit? I'm literally obsessed.
It's giving main character energy.
Non lo ruba, se lo riprende
Quasi tutti gli spot anti-age vendono paura: le rughe, il tempo che passa. Quiete fa l'opposto, vende desiderio: un siero prezioso chiuso in una teca, e la donna che l'ha formulato che torna a riprenderselo.
L'idea è nata ribaltando il punto di vista: la protagonista non è la cliente, è l'autrice del siero. Da lì il tono da film di rapina è venuto da sé: il bar, i laser, i vicoli, per dire senza spiegarlo quanto vale quel flacone.
58 secondi, zero set, zero troupe. Il pezzo più cinematografico della collezione.
Non l'ha rubato.
L'ha creato.
Cinque brand concept inventati da zero, senza cliente e senza brief, per dimostrare una cosa sola: quanti stili diversi sa produrre una sola persona con l'AI.
Tutti e cinque i video pubblicitari sono prodotti in AI da una persona sola: concept, generazione, editing e montaggio. I brand sono finti, il metodo è quello dei lavori veri.
- Regia e direzione
- Erika Taranto
- Tipo
- Spec ads, brand concept
- Formato
- 5 spot (4 verticali, 1 film 16:9)
- Anno
- 2026